Institut Esthederm, mai in comunicazione, tutto in ricerca
09/02/2010
Avendo l’azienda puntato sulla proprietà di brevetti, oggi sono 80, per caratterizzare ogni prodotto. Considerando la pelle un ecosistema, per sua natura in grado di garantirsi il proprio equilibrio. Una filosofia che per essere capita necessita spiegazione, non a caso puntando sul canale estetiste, certi del potere del passaparola. Credo convalidato dai fatti. Tanto che il 2009 ha chiuso nel mondo a +9% (obiettivo fatturato 2010, 34 milioni di euro) , con l’Italia (terzo paese per importanza, dopo Francia e Giappone) a +11%, mentre il comparto nel suo complesso fletteva del 5%.
In occasione della presentazione, ieri a Milano, della nuova linea corpo, youmark ha intervistato Frederic Le Moigne, direttore generale Institut Esthederm Italia.
Venendo a sapere che quest’azienda nasceva 30 anni fa per opera del fotobiologo Jean Noel Thorel, studiando il funzionamento del corpo per riuscire a intervenire sulle disfunzioni educando la pelle al recupero del suo naturale equilibrio.
Tanto che, per il piacere delle amanti della tintarella, qui il sole torna amico. Banditi i terrorismi, infatti, assieme all’acqua lo si esalta quale fonte di vita, predisponendo dei solari in grado di ottimizzarne i benefici, senza ricorre a filtri. Il tutto grazie a un siero, chiamato Eau Cellulaire, che riproduce il liquido interstiziale cellulare, ricreando l’ambiente per la vita e la proliferazione cellulare.
Tornando al marketing, oggi in Italia è presente in 400 centri estetici (medio alto il posizionamento), avendo aperto una propria filiale solo nel 2008 (fino a prima si utilizzava un rivenditore), tanto che nel sito proprietario ancora non figurano ubicazione e informazioni sui punti vendita italiani.
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