Sei in: Youmark > Rubriche > Interviste
rss

I must per la crescita del Boeri pensiero

27/01/2010

Il Pil deve restare l’indice fondamentale di misurazione dello stato dell’economia di un paese, per stabilizzare la spesa pensionistica, migliorare l’assistenza sanitaria, pagare il debito pubblico (oggi salito al 118% del Pil), garantire lavoro e pensione ai giovani. Occorre dirottare la specializzazione produttiva verso attività a più alto utilizzo di capitale umano, oltre che indirizzare i nostri prodotti verso mercati, come quello asiatico e mediorientale , con maggiori potenzialità. Il che significa investire in risorse umane. Oltre che modificare i percorsi di ingresso nel mercato del lavoro e rendere più efficaci e omogenei gli ammortizzatori sociali. Riformare il sistema bancario. Credere nella banda larga. Pena, un’Italia che resta sempre più indietro. 

Al microfono di youmark Tito Boeri, professore ordinario di Economia del Lavoro presso l'Università Bocconi e collaboratore del quotidiano la Repubblica. 

L’occasione per l’intervento l’ha dato, ieri a Milano, il consueto appuntamento AssoComunicazione 'Meeting the Change'. Che questo 2010 l’ha aperto interrogandosi sul futuro del nostro Paese. La ripresa economica è alle porte o la fine della crisi è ancora lontana? Tito Boeri non ha dubbi. E’ alle porte per tutti, ma l’Italia rischia di farsela sfuggire. Arrancando in termini di Pil. 

Si tenga stretto chi crede nell’ottimismo come leva d’aspirazione, perché qui il presupposto è capovolto. Meglio, infatti, sapere, scegliendo di aprire gli occhi di fronte alla più cruda verità. Perché a frenare lo sviluppo è l’incertezza, bloccando i consumi. 

Inutile ribadire la situazione attuale. L’Italia da anni a segna il passo, aumentando il divario con gli altri in termini di crescita del Pil (Boeri contesta eventuali indici alternativi di misurazione, come numero utenze telefoniche per 1000 abitanti, numero automobili per abitante, ammontare della spesa pensionistica in rapporto al Pil, ecc, indicati come più rappresentativi dall’Aspen Institute, di cui Giulio Tremonti è stato confermato presidente per il Biennio 2010-2012). Con un -6,5%, infatti, andiamo peggio anche di quelli più colpiti dalla crisi, Spagna, UK, per esempio. Con la Francia a quota -3% circa. E non ci fa certo sorridere il reddito procapite, sul cui valore ci si aspetta pure il sorpasso di Grecia e Slovenia. 

Eppure, nonostante tutto questo’nero’ la via d’uscita c’è. Si chiamano riforme. Dei percorsi di ingresso nel mondo nel mercato del lavoro. Boeri propone per i giovani il contratto unico a tempo indeterminato a tutele progressive, per cui il datore di lavoro avrebbe tre anni a disposizione per formare il neoassunto, ma se dovesse sopraggiungere licenziamento senza giusta causa, gli corrisponderebbe 6 mesi di indennità. Oltre che il sussidio unico di disoccupazione, visto che oggi in Italia c’è troppa sperequazione, quando invece si dovrebbe aiutare in modo uguale tutti. 

Ma anche nuove politiche di immigrazione selettiva, con un visto speciale per gli studenti, così da attrarre talenti dall’estero. Ristrutturazione del sistema bancario, aumentandone la capacità di selezionare progetti imprenditoriali di peso, piuttosto che continuare a dirigere il prestito solo verso i soliti grandi noti. Investimenti coraggiosi nella banda larga.

 

guarda tutte le Interviste


Giorno Settimana Mese